Educazione e generi

 

Dall'inizio degli anni Novanta mi occupo di educazione al genere e di prevenzione della violenza di genere. Intendo per educazione al genere la costruzione di uno spazio di libera espressione che sia di sostegno a percorsi di invenzione di sé sostenibili, compiuti e felici. Intendo per prevenzione della violenza di genere il lavoro di decostruzione degli stereotipi, transculturali, del femminile e del maschile.

 

 

In questo ambito ho coordinato e supervisionato molti gruppi di ricerca, educativi e formativi, lavorando in collaborazione con figure dalle competenze molto diverse: psicologiche, pedagogiche, psicoterapeutiche, antropologiche, teologiche, economiche, giuridiche, filologiche, coreutiche, naturalistiche, pittoriche, fotografiche.

 

 

Ho lavorato in molte scuole di ogni ordine e grado come conduttrice di laboratori per bambine e bambini e ragazze e ragazzi e mi sono dedicata alla produzione di materiali e strumenti per la documentazione, la sensibilizzazione e la formazione, soprattutto a carattere multimediale e interattivo.

 


La camera ingombra (2005) è un dvd rom interattivo realizzato, a partire da un'idea di Letizia Lambertini, dal Centro Documentazione Donna di Modena.
È una proposta di riflessione sull'esperienza amorosa nata dall'intento di offrire sollecitazioni emotive ed emozionanti per l'elaborazione e la rielaborazione della propria storia affettiva. Principale finalità è quella di attivare e riattivare il contatto con sentimenti ed emozioni sconosciute, censurate e rimosse con l'obiettivo di farne il presupposto di relazioni significative e motivanti percorsi di crescita personale e politica.
Lo strumento contiene un cortometraggio di circa 20 minuti, 1800 testimonianze di giovani raccolte in tutta Italia, un'antologia di 1100 brani di narrativa contemporanea, 500 testi di diverse tradizioni mistico-religiose, una discografia di 500 brani, una filmografia di 350 film, una bibliografia di 1000 titoli, l'analisi in chiave emozionante di 6 luoghi della città di Modena, 12 storie d'amore raccontate dai diretti protagonisti, 12 approfondimenti tematici su relazione intima e: Dio, diritto, carcere, lavoro, disabilità, sessualità, violenza, genitorialità, conciliazione, prostituzione, omosessualità, interculturalità.


Nel 2001 esce la prima edizione de La casa sul filo un cd rom per l’educazione al genere realizza- to da Commissione Pari Opportunità Mosaico nell'ambito del primo Protocollo della Regione Emilia-Romagna per il contrasto della violenza contro le donne. Alla sua realizzazione parteci- pano i Centri Antiviolenza di Bologna, Ferrara, Imola, Ravenna e Reggio Emilia. A diciassette anni di distanza esce una nuova edizione interamente rivista e aggiornata, accessibile liberamente e gratuitamente online all’indirizzo: lacasasulfilo.ascinsieme.it per la cura di Letizia Lambertini e con il contributo di Alessandra Campani, Elsa Antonioni, Gabriele Pinto. Il progetto è realizzato da Commissione Pari Opportunità Mosaico - ASC InSieme, con la collaborazione della Città Metropolitana di Bologna e il sostegno della Regione Emilia-Romagna.
La casa sul filo si sviluppa a partire da 24 parole chiave dell’educazione al genere. Ogni parola è introdotta da un montato audiovideo di testimonianze raccolte in anni di lavoro all’interno dei Centri Antiviolenza e di numerosi interventi di prevenzione nelle scuole di diversi ordini e gradi. Per ognuna delle parole chiave sono disponibili tre livelli di lettura (introduttivo, nella prospetti- va dei gender studies, relativo alla violenza maschile contro le donne). Corredano le letture alcuni strumenti per l’approfondimento: un’antologia di circa 700 citazioni di autrici e autori di gender studies, 70 proposte per lavorare in classe (dalla scuola dell’infanzia fino alla scuola superiore di secondo grado), bibliografie, filmografie e documenti.

 

 

Saperi di genere (2003) è un cd rom interattivo realizzato, a partire da un'idea di Letizia Lambertini, da Modena Formazione, nell'ambito di un progetto del Fondo Sociale Europeo.
Il cd rom racconta l'inizio di un percorso di riflessione sul proprio essere femmine e maschi di un gruppo di ragazze e ragazzi di tredici anni, ed è costruito in forma di guida ai vincoli e alle potenzialità del nostro sistema culturale per stimolare, attraverso la loro comprensione, appropriazioni originali e alternative possibili.
Nell'arco di un mese e mezzo sei incontri guidati da un'operatrice e un'operatore del gruppo Alla scoperta della differenza. Discussioni, riflessioni animate, giochi di ruolo, costruzione di cartelloni ed elaborazione di sintesi e verifiche. Il tutto rimontato in formadi giochi educativi, di vademecum orientativi e di materiali per l'approfondimento. Quindici giovani, nel pieno della loro crescita e della definizione di sé, tra modelli familiari, input sociali e desiderio di trasformazione.

 


 

Alla scoperta della differenza (1995-2008) è un progetto di ricerca-azione educativa nato da un'idea di Letizia Lambertini e promosso dalla Commissione Pari Opportunità Mosaico nelle scuole del Distretto di Casalecchio di Reno per oltre un decennio.
Il suo obiettivo principale è l’educazione alla differenza/relazione tra i generi considerata come confronto originario e chiave di accesso a tutte le altre differenze/relazioni. Al contempo esso è anche uno spazio di osservazione delle posizioni femminili e maschili e del loro evolversi, per lo sviluppo di politiche più consapevoli delle mutevoli e diversificate esigenze delle donne, degli uomini e dei loro rapporti. La sua specificità è quella di agire a partire dagli ordini di scuola più bassi (infanzia e primaria in particolare), nella convinzione che tanto prima il genere è oggetto di un progetto educativo tanto più può farsi tramite di un senso di sé liberato e liberante.
In 13 anni di attività circa 300 insegnanti coinvolte, una sessantina i genitori, le nonne e i nonni, 240 le classi che hanno usufruito di laboratori per circa 3500 ore complessive di intervento, un gruppo di ricerca multidisciplinare impegnato non solo nella realizzazione delle attività, ma anche nella loro documentazione e nella loro rielaborazione fino alla definizione, attraverso la sperimentazione, di un’innovativa metodologia di intervento.

 

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